Economics

 

Studio sui comparti garantiti dei Fondi Pensione

3 Nov, 2012

Studio sui comparti garantiti dei Fondi Pensione

3 Nov, 2012

Pasquale Merella, FRM

5 min read

Analisi quantitativa a supporto dei commenti presenti sull’articolo pubblicato su Plus Sole24Ore a cura di Marco Lo Conte (pag. 6 del 3/11/2012)

Link: http://marcoloconte.blog.ilsole24ore.com/2012/11/il-dietrofront-delle-compagnie-assicurative-sui-fondi-pensione.html

Premessa

I Fondi Pensione Negoziali sono tenuti ad affidare parte delle risorse destinate alle prestazioni pensionistiche in un comparto con garanzia di capitale a scadenza, chimato sovente “Garantito”, come disposto dal dlgs 252/05.

Il comparto Garantito rappresenta una percentuale importante della gestione dei Fondi Pensione che ha visto una crescita importante negli ultimi anni. Nel 2008 i garantiti rappresentavano il 9% degli asset complessivi per arrivare ad un 13,5% pari a 3,4 miliardi di euro a fine del terzo trimestre del 2012; oggi a tale comparto aderiscono in media il 23% dei lavoratori iscritti al Fondo.

Seguono i punti più rilevani dello studio sulla gestione garantita per i Fondi Pensione eseguito da European Investment Consulting.

Struttura della popolazione dei Comparti Garantiti

Da un’analisi condotta su un campione rappresentativo dei Fondi Pensione Negoziali italiani, in linea con quanto riportato nell’ultima Relazione Annuale Covip, la struttura della popolazione degli aderenti al comparto garantito è caratterizzata da una concentrazione dalle code estreme della distribuzione. In altri termini, si ha evidenza di come a tale comparto aderiscano i lavoratori prossimi alla quiescenza (chi ha un orizzonte di cinque anni alla pensione) e lavoratori giovani di primo impego.

Mentre risulta più intuitiva l’adesione dei lavoratori prossimi alla pensione, appare meno chiara l’adesione dei giovani a questo comparto, spiegabile solo per una scelta dettata dal timore del recente andamento del mercati senza fare alcuna considerazione di tipo life-cycle o meglio andando in direzione opposta a quest’ultima.

 

Attori principali

Il mercato dei garantiti ha visto sin dalla sua nascita una presenza dominante delle compagnie di assicurazione con una gestione di ramo VI. Si veda tabella allegata. In questi mesi sono giunte a scadenza numerose convenzioni per i mandati garantiti e nelle nuovi bandi di gara si osserva un cambiamento del mercato, le compagnie di assicurazione vedono meno interessante il business ed il loro ruolo sta venendo meno. Ad esempio Eurizon Vita ha già dichiarato di abbandonare il mercato dei garantiti non presentandosi ai bandi di selezione. In questo contesto diviene più rilevante il ruolo delle SGR che si stanno sostituendo alle compagnie assicurative. Questo fenomeno può essere spiegato dalle incertezze sull’impatto dei previsti impegni di assorbimento di capitale richiesti da Solvency II.

Per contro le SGR tramite il provvedimento della Banca d’Italia dell’8 Maggio 2012 posso esercitare, previa autorizzazione, un gestione con garanzia di capitale a scadenza e per eventi. Questo ha facilitato molto ad esempio Pioneer Sgr che sta acquisendo sempre maggiori quote di mercato in questo specifico prodotto.

Ad oggi i due principali attori sono rappresentati da UGF (Unipol Assicurazioni) e da Pioneer Sgr; il mercato è attualmente caratterizzato da una diminuzione del livello di concorrenza in presenza di una struttura stabile di commissioni di gestione e di asset crescenti.

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Asset manager Number of mandates
UGF 11
Pioneer 6
Eurizon 5
Cattolica/BPVi 5
Generali 3
Cattolica 2
Ina Assitalia S.p.A. – Generali Investments SGR 1
UGF/Cattolica 1
Groupama 1
Axa/Anima Sgr 1
Generali/Eurizon 1

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Fund Expiry Manager AUM (mln)
Previambiente Aug-12 Pioneer 92.7
Fondapi Sep-12 UGF 61.5
Prevedi Dec-12 Eurizon 30.2
Previlog Dec-12 Eurizon 12.4
Fopadiva Dec-12 Cattolica 19.4
Pegaso Dec-12 Eurizon 37.9
Laborfonds Jan-13 UGF 111.2
Agrifondo May-13 Generali 43.6
Prevaer Jun-13 Cattolica 35.1
Fonchim Jul-13 Generali 86.4
Solidarietà Veneta Dec-13 Cattolica 36.6
Astri Dec-13 Cattolica 8.1

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Tipologia di garanzie offerte

La partenza dei mandati garantiti ha visto un’offerta dei Fondi Pensione verso i propri aderenti caratterizzata da una garanzia di rendimento minimo pari al TFR. Tale approccio è stato guidato da una necessità di comunicazione dei Fondi Pensione al fine di ottenere un maggior appealing del comparto. Daltro canto le compagnie di assicurazione non presentavano difficoltà a gestire tale richieste. La distribuzione della tipologia di garanzia ha visto una divisione in due grossi gruppi, 20 gestioni con il rendimento minimo garantito al TFR o altro livello paragonabile e 11 gestioni con garanzia di capitale.

Oggi il panorama è cambiato, le compagnie di assicurazione abbandonano il mercato o si rifiutano di gestire con un rendimento minimo garantito pari al TFR. Se si osserva la tabella dei rendimenti ottenuti dalle gestioni garantite si evince che nessun fondo ha battuto il TFR nel 2010 e nel 2011.

Le SGR che non possono offrire un rendimento minimo garantito hanno trovato una soluzione interessante per il mercato, quella del “lock-in” o meglio del consolidamento delle quote anno per anno al valore maggiore tra quello di mercato e quello di garanzia del capitale.

 

Fondo Pensione Negoziale Tipo di garanzia Fondo (2011) Fondo (2010) Fondo (2009)
Agrifondo Restituzione del capitale 2.18% 0.94% 4.28%
Alifond Restituzione del capitale 1.93% 0.46% 4.15%
Arco Restituzione del capitale 0.92% 0.69% 5.40%
Artifond Restituzione del capitale 1.03% 1.05% 5.45%
Astri TFR 1.71% 0.31% 4.65%
Byblos Rendimento minimo 2,0% 1.66% 0.61% 6.03%
Cometa Tasso massimo garantibile (ISVAP) -5.28% 0.39% 2.52%
Concreto Restituzione del capitale 1.47% 0.85% 3.68%
Cooperlavoro TFR 0.18% -0.24% 5.68%
Espero Rendimento minimo 2,5% 0.25% 1.29% 4.27%
Eurofer TFR 0.66% 1.15% 3.16%
Filcoop Restituzione del capitale 1.31% 0.07% 3.96%
Fon.Te. Inflazione europea 0.98% 1.06% 3.87%
Foncer Restituzione del capitale 0.59% 1.20% 3.73%
Fonchim Restituzione del capitale 0.42% 0.29% 1.59%
Fondapi Restituzione del capitale 0.21% 1.55% 7.21%
Fondav Restituzione del capitale 1.47% 0.34% 3.99%
Fondenel Restituzione del capitale -0.04% 0.72% 5.09%
Fondenergia Restituzione del capitale 1.57% 1.21% 3.68%
Fondoposte Restituzione del capitale 0.67% 1.19% 6.24%
Fopadiva TFR 1.47% 0.21% 3.84%
Fopen Restituzione del capitale 2.26% -1.00% 2.99%
Gommaplastica Restituzione del capitale 1.45% 1.39% 4.33%
Laborfonds Rendimento minimo 2,0% 1.06% 0.69% 6.54%
Mediafond Restituzione del capitale 1.17% 0.99% 3.15%
Pegaso TFR 0.47% 0.84% 2.29%
Prevaer TFR 0.77% -0.34% 4.37%
Prevedi TFR 0.69% 0.76% 2.46%
Previambiente TFR 1.83% -0.01% 4.07%
Previcooper Rendimento minimo 2,0% -0.13% 1.28% 6.96%
Previlog TFR 1.34% 0.78% 2.55%
Previmoda Restituzione del capitale + Inflazione europea per eventi 0.58% 1.14% 3.45%
Previvolo Restituzione del capitale 1.48% 0.74% 2.69%
Priamo TFR 1.32% 0.58% 6.56%
Quadri e Capi Fiat Rendimento minimo 2,5% 0.88% 0.71% 6.62%
Solidarietà Veneto TFR -0.09% -0.22% 5.23%
Telemaco Rendimento minimo 2,0% -0.06% 1.05% 5.75%
TFR 3.88% 2.93% 2.22%

 

Commissioni di gestione

Osservando tutto il mercato dei “garantiti”, dalle elaborazioni del database di PeerGroup di EIC emerge che la struttura delle commissioni permane stabile con una media di 24 punti base (minimo 11 punti base ed un massimo di 49punti base).

Scelta dei benchmark

La scelta dei benchmar rappresenta sempre un momento importante nella definizione della politica di investimento che si vuole dare al mandato. Quella effettuata dei Fondi Pensione per la linea garantita è ricaduta su un’asset allocation di 95% obbligazionario governativo (principalmente a breve) e un 5% di azionario globale.

Questa allocazione pare avere una funzione principalmente di risk-controll derivante dalle necessità comunicative del Consiglio di Amministrazione dei Fondi Pensione. Quello che osserviamo è un overlapping con il risk-controll implicito rappresentato dalla garanzia. Dalle simulazioni effettuate da EIC emerge che un benchmark con un 95% obbligazionario governativo e 5% azionario ha meno del 25% di probabilità di battere il TFR in un orizzonte di 5 anni.

La tendenza che osserviamo oggi sul mercato è quella di un maggior peso della componente equity fino ad un livello del 10%.