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"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)"
[Antoine De Saint-Exupéry]

Mi presento...
Mi sono laureato in Economia Politica presso l'Università Commerciale "L.Bocconi"... la passione per l'economia nasce già dalla tenera età, dalle letture dei fumetti di Walt Disney, seguendo il mio mito: Uncle Scrooge.

Uno spiccato senso degli affari, mi ha portato a creare commerci in diversi ambiti, da quello che riguardava il computer (software/hardware) alla filatelia...
Tutto questo mentre pian piano passavano gli anni - dalle elementari alle medie...
...alla fine mi sono ritrovato all'Istituto Tecnico Commerciale "La Marmora" di Sassari, scelta maturata con convinzione, con la voglia di scoprire il mondo dell'economia, delle imprese e della finanza...

Diplomato con il massimo dei voti, pensavo di aver tutto chiaro: studiare economia aziendale e imboccare la strada della libera professione...

Mai dare nulla per scontato!

Iscritto in Bocconi, presto mi resi conto che la mia passione non poteva fermarsi solamente alla contabilità d'azienda.

Forse avrei potuto seguire l'interessante strada dello studio della strategia aziendale...

Ma alla fine ho seguito il cuore... L'economia si basa sullo studio dei fenomeni sociali, analizzandoli nell'intento di comprenderne il funzionamento, così da poter proporre soluzioni utili al miglioramento della vita sociale.
E' bene però aver ben chiara la distinzione tra economia positiva e normativa...

Il mio percorso di studi universitari, quasi guidato dall'istinto, mi ha portato a conoscere ed approfondire il vastissimo mondo della finanza... in particolar modo, per la finanza quantitativa.

L'esperienza di un recente stage a Dublino, in Epta Global Investment (gruppo S.Paolo-IMI), mi ha permesso di dare più concretezza alle teorie e formule apprese durante il percorso universitario. Più precisamente, sono venuto a contatto con le problematiche riguardanti il risk management dei fondi d'investimento multimanager di Epta. Con l'analisi, comprensione e spiegazione del rapporto tra performance e rischio del gestore.

La mia filosofia...

Il mio approccio alla vita è sempre stato di tipo razionale, relegando però tale visione al suo opportuno ambito di applicazione. Vi sono delle dimensioni del nostro essere che non sono spiegabili attraverso il ragionamento razionale (si pensi a tutto quello che attiene la sfera soprannaturale) anche se dal punto di vista antropologico possono ravvisarvi spiegazioni plausibili; in questi casi il ragionamento di tipo razionale può non essere sufficiente.

A mio modo di vedere, valore fondamentale del quieto vivere è la libertà.

La libertà personale finisce nel punto in cui inizia quella degli altri. In generale, possiamo parlare di libertà positiva e di liberà negativa, questa ultima assume un significato importante nei rapporti tra Stato e cittadino. Le due dimensioni appena citate, entrambi irrinunciabili, introducono un altro aspetto per me fondamentale, la reciprocità nei comportamenti fra le persone.

Delle persone, apprezzo molto (oltre alla sincerità) la coerenza.
Così, sia nelle mie scelte che nei miei comportamenti, ricerco questo ideale di coerenza. A tal proposito, estremizzando un po' il ragionamento, potrei affermare che la visione razionale del mondo ben si sposa con la passione per la programmazione dei computer (e più in generale per l'informatica). Queste presentano come minimo comun divisore, l'idea di comprendere un dato problema per trovare la miglior soluzione al fine di migliorare la situazione iniziale, applicando appunto un metodo logico-matematico.

La teoria del network...

Sono stato e sono un sostenitore della così detta teoria del network. In realtà non si tratta di una vera e propria teoria scientifica; piuttosto è un modello comportamentale-organizzativo relativo all'interazione sociale in un determinato gruppo di individui, i quali formano un sottoinsieme di una più ampia realtà (es. città metropolita).

Nella vita sociale, ma sicuramente in misura maggiore nel mondo lavorativo, assume un ruolo cruciale la fiducia. Riprendendo l'intuizione geniale di Akerlof nel suo celebre paper "The Market for Lemmons (1970)", possiamo pensare all'asimmetria informativa tra chi ha in mente un dato business (proponente) ed una possibile controparte (ma l'ambito di applicazione può essere il più vario, ad es. tra datore di lavoro ed offerente lavoro, oppure banalmente si pensi a chi è in cerca di una casa in affitto).
Una soluzione a questo problema è data dalle segnalazioni, sia di natura intrinseca sia estrinseca. La prima tipologia riguarda tutto quello che attiene le qualità verificabili (ad esempio un curriculum vitae) dell'individuo, come titolo di studio, partecipazione a realtà extra curriculari (ad esempio associazioni) ecc. Le seconde riguardano le segnalazioni provenienti dall'ambiente esterno ("sponsorizzazione" da parte di persone accreditate presso il proponente).

La parola network significa letteralmente "rete"; possiamo pensarlo come ad un sistema nel quale circola una data informazione e un relativo feedback.
Gli elementi di questa "rete" sono i singoli individui che formano i così detti nodi legati tra loro da un tessuto di relazioni socio-lavorative. Diventa basilare, in questo schema, l'efficienza nel far girare l'informazione tra i vari nodi, congiuntamente con un corretto meccanismo di apprendimento, simile a quello descritto nelle reti neurali.

 

 

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